La Cantata Del Pater Noster
Francesco Carnelutti, il grande penalista convertito, affermava che non gli riusciva di pregare se non nella solitudine di chiesette abbandonate. Maturato nella fede, trovò nel Padre Nostro il centro motore della fede e dell'esistenza. In un appunto del 1961 scriveva: Domenica scorsa nel Duomo di Milano, alla messa di mezzogiorno, avrei voluto che la folla fosse ancora più grande, perchè tutti intendessero quello che Padre Nostro vuol dire. Le edizioni Paolini di Albano L. hanno pubblicato una cantata per soli e orchestra dedicata appunto alla preghiera del Signore; ma è intitolata Pater Noster, ed è il testo in latino che viene presentato. L'Autrice della musica, Liliana Martinello Di Paola, vi ha espresso con una solennità che si rifà apertamente ai classici, le angosce e le supplichedella sofferenza umana. Accostarsi a un testo così solenne, anzi divino è impresa da far tremare le vene e i polsi. Ma se l'orante si accosta con umiltà, il suo discutere con Dio diventa agevole. L'esperienza dolorosa dell'autrice, rimasta vedova in giovane età con quattro figli, testimone di vicende drammatiche e avvolte tragiche, si trasforma in preghiera nel serrato dialogo dei quattro solisti e dell'orchestra, raggiungendo a volte il pathos della proclamazione indignata e piegandosi altre volte nell'adorazione supplichevole, non rifuggendo dal pianto: la visione d'un mondo che fatica tanto a trovare la via della concordia e della fraternità costituisce il ritornello della composizione. La Martinello Di Paola intende riaffermare la perenne attualità della preghiera che Gesù insegnò agli apostli nella Grotta Luminosa del Monte Oliveto. La dimensione artistica s'intreccia con quella catachetica e pastorale.

Estratto dalla rivista Vita Pastorale numero 7 del Giugno 1987
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